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Atos, dalle Olimpiadi cyber-sicure fino al verde

La svolta green della società in Italia: dalla digitalizzazione contributo del 53% al taglio delle emissioni inquinanti 

 

Da Madrid ha respinto oltre un milione di attacchi hacker all’ora durante le Olimpiadi di Tokyo, le più connesse di sempre. Adesso, con un contratto appena rinnovato, si prepara a blindare quelle di Parigi del 2024, affinando le tecnologie che nel frattempo sono state adattate anche per la prevenzione dei crimini nelle città, come dimostra la sperimentazione in corso ad Handover, in Olanda, dove la diminuzione dei reati è stata addirittura dell’80%. Per Atos, quotata a Parigi nell’ indice Next20, la cyber security dei grandi eventi sta diventando sempre più uno dei punti di forza nei servizi di transizione digitale, che già distribuisce a imprese, enti e pubbliche amministrazioni in oltre 70 Paesi, con un fatturato che supera gli 11 miliardi di euro e una rete di 107 mila dipendenti. La società ha appena nominato un nuovo ceo, Rodolphe Belmer (Eutelsat), che assumerà l’incarico a inizio 2022 e dovrà guidare la ripresa dopo un anno definito di transizione, nel quale il gruppo ha dovuto rivedere le guidance a causa del perdurare del Covid. Ma come spiega il presidente e amministratore delegato di Atos Italia, Giuseppe Di Franco, a MF-Milano Finanza, la pandemia a livello nazionale non ha avuto contraccolpi negativi, tutt’altro. «Nel 2020 si è registrata una crescita record del 20%, e le prospettive restano molto positive, soprattutto per il ruolo che la digitalizzazione avrà anche nella transizione energetica». La digitalizzazione, sostiene Atos in uno studio realizzato insieme ad European House-Ambrosetti, potrà dare un contributo diretto ed indiretto del 53,2% nell’abbattimento delle emissioni inquinanti, percentuale che candida i relativi progetti ai finanziamenti del Pnrr. «Decarbonizzazione e digitalizzazione sono come due gemelli che crescono insieme», semplifica Di Franco, «Per questo stiamo offrendo nuovi servizi che vanno a implementare anche lo sviluppo delle rinnovabili, risolvendo il problema della non interrompibilità. Tra le iniziative di Atos, c’è sicuramente la gestione digitale delle batterie, attraverso l’intelligenza artificiale, e il bilanciamento delle reti. In questo modo possiamo anche aiutare le imprese elettriche a modulare al meglio le tariffe offerte ai clienti finali. Ci lavoriamo con Enel, per esempio: tariffe differenziate che potrebbero arrivare a offrire persino delle fasce di consumo gratuito». Durante il periodo di lockdown Covid, inoltre, Atos ha assunto 350 persone e aperto la nuova sede di Bologna, dove sta costruendo il secondo calcolatore più potente al mondo, a supporto della ricerca scientifica e dell'impresa. «Dobbiamo evitare che in questo settore si vada verso una supremazia di americani e cinesi», commenta Di Franco, «La sfida è evitare che l’Europa diventi marginale. Abbiamo le competenze per farlo, non bisogna perdere questa occasione».