Milano, 23 ottobre 2026 – Per i dipendenti sentirsi parte dell’azienda vale più della busta paga e dell’equilibrio tra vita privata e professionale. È quanto emerge dalla terza edizione dell’Osservatorio EWM – Engagement, Welfare, Mobility, presentata ieri a Milano.
Sullo stipendio i lavoratori chiedono più chiarezza. E chi è insoddisfatto ha un indice di engagement di 47 punti su 100 contro una media di 64. Più critiche le donne: solo il 42% dà un giudizio positivo sulla parità di retribuzione nella propria azienda, contro il 70% degli uomini.
Il welfare aziendale, invece, è promosso: quasi otto dipendenti su dieci lo considerano una voce rilevante di reddito e benessere anche se non viene sfruttato fino in fondo: il 18% dei crediti resta inutilizzato.
Intanto l’intelligenza artificiale è già entrata nel lavoro quotidiano: la usa il 44% dei dipendenti, spesso con strumenti personali.
E sugli spostamenti, invece, nessun cambiamento d’abitudine: per andare al lavoro l’85% prende l’auto.
I risultati della ricerca – promossa congiuntamente da Timeswapp, società specializzata in soluzioni digitali per il welfare aziendale, e da INAZ, realtà di riferimento nell’HR Tech, che contribuisce all’Osservatorio EWM con le proprie competenze nella gestione e nello sviluppo delle risorse umane – sono stati presentati ieri nella sede di Timeswapp, a Milano, nell’incontro dal titolo “L’HR è pronto a governare il futuro del lavoro? Wellbeing, senso di appartenenza e A.I.: verso una nuova cultura organizzativa”.
L’iniziativa ha ricevuto il patrocinio di LIUC LABSKILL, progetto della LIUC – Università Carlo Cattaneo.
Quest’anno l’indagine affronta per la prima volta due temi: la trasparenza degli stipendi, dopo il recepimento della direttiva europea con il D.Lgs. 96/2026, e l’uso dell’AI sul lavoro.
Ha aperto i lavori Ludovica Busnach, Consigliera Inaz e Co-founder di Timeswapp, che ha moderato poi l’incontro insieme con Pietro Spreafico, CEO di Timeswapp. Andrea Franchini, responsabile della ricerca EWM e founder di Outofthelab, ha presentato i dati. Eliana Minelli,responsabile dei progetti LISA e LABSKILL della LIUC, ha illustrato il progetto LISA – Learning, Inclusion, Salary and Ageing. Alla tavola rotonda sono intervenuti, tra gli altri, Letizia Pizzi, Direttore Generale di Anitec-Assinform, e Maurizia Iachino, Presidente di Fuori Quota, assieme a rappresentanti del mondo aziendale e delle risorse umane.
“I dati ci consegnano un quadro preciso: le persone chiedono appartenenza, chiarezza, strumenti utilizzabili e opportunità di crescita. Allo stesso tempo, l’intelligenza artificiale e i cambiamenti demografici stanno trasformando il lavoro. Nel panel proveremo a mettere in dialogo due prospettive. Nel primo talk guarderemo ai grandi fattori che stanno modificando il mercato del lavoro. Nel secondo entreremo nelle scelte concrete delle organizzazioni” dichiara Ludovica Busnach.
Di seguito i risultati della ricerca voce per voce.
Engagement. L’Engagement Index è a 64 su 100, la soddisfazione per il lavoro a 3,4 su 5. Un lavoratore su tre è “passive”: non ostile, ma poco coinvolto.
Welfare. Il 28% dei dipendenti non riesce a sfruttarlo appieno. Circa un utilizzatore su quattro non spende tutto il credito, e quasi la metà lo trova vincolato a spese lontane dalle proprie esigenze. Le donne gli attribuiscono più valore degli uomini, ma lo usano meno. “Il valore del welfare aziendale non dipende soltanto dalle risorse messe a disposizione, ma anche dalla possibilità per le persone di utilizzarle facilmente e in funzione delle proprie esigenze” commenta Pietro Spreafico.
Trasparenza retributiva. Il nuovo Transparency & Parity Index si ferma a 49 su 100, appena sopra la soglia critica, e porta il Wellbeing Index da 61 a 59. Sulla parità le aziende sono promosse dal 58% dei dipendenti (al netto dei “non so”), ma uno su tre non sa rispondere. Chi boccia i criteri retributivi estende la sfiducia a governance, formazione e orgoglio di appartenenza. Le lavoratrici hanno un engagement più alto degli uomini (69 contro 63), ma il loro indice di trasparenza scende a 44, in area critica, e il vantaggio nel benessere complessivo si azzera (59 contro 60).
Intelligenza artificiale. Due utilizzatori su tre usano strumenti personali, senza differenze di genere. Il 51% la vede come un’opportunità per acquisire competenze, ma il 42% non crede che cambierà completamente il proprio lavoro (il 30% sì). Le persone corrono più delle imprese: per l’Istat l’AI è adottata dal 16% delle aziende con almeno dieci addetti. “L’invecchiamento della popolazione lavoratrice e l’introduzione dell’AI sono trasformazioni distinte ma intrecciate. L’intelligenza artificiale non risolve da sola la carenza di manodopera o il disallineamento delle competenze: cambia profondamente il rapporto tra persone e mezzi di produzione. Per governarla senza subirla serve una formazione continua, che sviluppi non solo competenze tecniche, ma soprattutto pensiero critico, capacità di cogliere segnali deboli e di definire i problemi” osserva Eliana Minelli.
Mobilità. Metà degli automobilisti non considera alternative. Il 22% vive con stress il tragitto casa-lavoro, il 51% oltre i 45 minuti. Tra chi conosce il Piano degli Spostamenti Casa-Lavoro (PSCL), engagement e wellbeing salgono di 8 e 4 punti.
Le indicazioni per l’HR. Rendere leggibili criteri retributivi e percorsi di crescita, usando la nuova norma per rivedere la comunicazione interna; fare del PSCL un’occasione di ascolto; liberare il welfare dai vincoli di destinazione, guardando alle lavoratrici; governare l’AI come leva formativa.
Nota metodologica
Trasparenza, crediti welfare, previdenza e A.I.: base 2026, 744 interviste. Engagement, welfare e mobility: base cumulata 2026+2025, 1.583 casi. Correlazione aspetti relazionali – engagement: base cumulata 2026+2025+2024, 1.984 casi. Panel: 34% donne, 60% uomini, 6% n.d.; età media 46 anni; 54% con figli; anzianità aziendale media 11 anni; 77% white collar, 23% blue collar; 25% mansioni direzionali, 75% operative; 40% in smart working; 50% manifattura, 50% servizi; 300 addetti in media; 70% con obbligo di PSCL; 81% con welfare attivo. Indici 0-100: critical < 48; unstable 48-66; good 66-84; excellent > 84.